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Comunicazione

Per comunicazione (dal latino cum = con, e munire = legare, costruire e dal latino communico = mettere in comune, far partecipe) si intende il processo e le modalità di trasmissione di un’informazione da un individuo a un altro (o da un luogo a un altro), secondo le regole di un determinato codice.

Il valore della comunicazione, quella “vera”,  di relazione che spinge paziente e fisioterapista allo “scambio” di informazioni e “non opinioni”, determina la crescita di entrambi, nel comprendere e trovare soluzioni integrando esperienze e competenze, non solo individuali ma nel team terapeutico riabilitativo.

Serve “raccogliere le  informazioni” dalla valutazione medica e dagli esami strumentali, fino al “racconto dei processi fisiopatologici”, poi le strategie a breve e medio termine, fino a quanto vuole investirsi il paziente perché anche lui possa contribuire nel suo quotidiano a raggiungere gli obbiettivi.

Serve lavorare sull’empowerment, sia del fisioterapista, sia del paziente.

 

Empowerment

L’empowerment identifica un processo finalizzato a promuovere in maniera armonica lo sviluppo di tutte le potenzialità insite nell’individuo e nell’organizzazione. E’ un concetto fondamentale per cogliere la dimensione sfidante e incompiuta della motivazione, il suo valore incrementale, la sua potenzialità di crescita: in una parola, la possibilità non solo di andare verso l’organizzazione, ma anche quella di andare oltre sé stessi. (Quaglino, 1999)

 

L’empowerment del fisioterapista è studiare, praticare ciò che si è imparato, confrontarsi in team (dedicare tempo allo scambio!), non giudicare senza prima aver approfondito e soprattutto “stare bene con se stessi”.

L’equilibrio intimo viene sempre percepito dal paziente: se nel lavoro si crea “entusiasmo”, gli effetti delle vostre azioni saranno più efficaci.

 

L’empowerment del paziente è una strategia che attraverso l’educazione sanitaria e la promozione dei comportamenti favorevoli alla salute fornisce alle persone gli strumenti critici per prendere le decisioni migliori per il loro benessere, riducendo così le disuguaglianze culturali e sociali. È quindi una sorta di “terapia informativa” che punta a ridurre, nel limite del possibile, l’asimmetria di conoscenze tra il medico ed il paziente ma anche a ridimensionare le aspettative irrealistiche che poi si concretizzano in consumi crescenti di prestazioni sanitarie, spesso inadeguate, in gran parte indotte dall’influente e purtroppo efficace marketing sanitario.

Sottintende la formazione di una maggiore consapevolezza volta a far partecipare in modo attivo il cittadino non soltanto nella conservazione della propria salute, ma anche durante lo svolgimento delle cure che lo coinvolgono. È pertanto anche lo strumento con cui consentire al paziente l’esercizio dei propri diritti di essere informato su tutti gli aspetti medici che lo riguardano, nonché di compiere in modo responsabile le scelte relative alla propria salute.

Chi investe tempo e risorse economiche è il paziente per cui bisogna tutelarlo e gestire quindi un modus operandi che ci permette di agire su tutte le sue esigenze dell’accoglienza e disponibilità alla gentilezza quindi avere un locale ordinato e pulito una gestione del tempo che ci permette di ascoltarlo e di comprendere le sue esigenze

Se il paziente cerca la competenza e ci pone un problema che vuole risolvere (problem solving), è necessaria l’attenzione del fisioterapista per capire tra le righe qual è l’origine del problema e analizzare i fattori che sono favorevoli alla risoluzione rispetto ai fattori che invece sono critici. Per trovare una soluzione efficace serve organizzare le informazioni, per poi definire un progetto condiviso con il paziente, nei modi e nel tempo, cercando di offrire risultato nel breve e poi nel medio termine (patient centered medicine).

A questo punto diventiamo noi i garanti con tanto di controllo qualità per identificare le strategie efficaci e quindi non dover dire alla fine del nostro percorso riabilitativo che abbiamo fatto un errore di valutazione.